Ci sono luoghi che si visitano una volta e si ricordano con piacere. Altri, invece, diventano parte della propria storia. È questo il significato più autentico dei primi venticinque anni di Villa Maya, celebrati con una grande festa che ha riunito oltre quattrocento persone tra ospiti, amici, collaboratori, produttori del territorio e rappresentanti delle istituzioni.
Non è stato semplicemente un anniversario. È stato un momento di condivisione, nato dal desiderio di aprire ancora una volta le porte di Villa Maya a tutte quelle persone che, negli anni, hanno contribuito a renderla ciò che è oggi.
Venticinque anni di ospitalità costruiti sulle persone
Quando si parla di ospitalità si pensa spesso a camere eleganti, buona cucina e servizi di qualità. Tutti elementi fondamentali, ma che da soli non bastano a spiegare cosa renda speciale un luogo.
In venticinque anni Villa Maya ha imparato che il ricordo più bello che un ospite porta con sé non è soltanto quello di un soggiorno o di una cena. È il modo in cui si è sentito accolto.
Per questo, fin dal primo giorno, ogni scelta è stata guidata da un principio semplice: far sentire ogni persona non come un cliente, ma come un ospite di casa.
Nel corso degli anni Villa Maya ha accolto migliaia di viaggiatori, ospitato matrimoni, anniversari, eventi e momenti importanti della vita di tante famiglie. Storie diverse tra loro, accomunate da un filo invisibile fatto di fiducia, relazioni e affetto reciproco.
Una festa che ha raccontato il legame con il territorio
L’anniversario dei venticinque anni è diventato l’occasione per riunire tutto questo in un’unica giornata.
Oltre quattrocento persone hanno scelto di condividere questo importante traguardo, trasformando la festa in qualcosa di molto più di una semplice celebrazione. Tra sorrisi, abbracci e ricordi, Villa Maya ha ritrovato tante persone che, nel tempo, hanno contribuito a scriverne la storia.
Nel corso dell’evento, CNA Pisa ha conferito a Villa Maya un riconoscimento per i venticinque anni di attività. Un gesto accolto con grande emozione, alla presenza del Presidente Andrea Berni, del Direttore Francesco Marotta e del Presidente Territoriale Simone Romoli.
Hanno preso parte alla giornata anche il Sindaco di Cascina Michelangelo Betti, Annamaria Farina e Fausto Arrighi, storico direttore della Guida Michelin Italia, la cui presenza ha reso ancora più significativo un momento già ricco di emozioni.
Più di un premio, quel riconoscimento rappresenta il valore di un percorso costruito insieme al territorio e alle persone che, giorno dopo giorno, hanno creduto in Villa Maya.



La cucina come gesto di accoglienza
Ogni esperienza vissuta a Villa Maya nasce dall’incontro tra ospitalità e cucina.
In questi anni la Chef Susy Fantei ha contribuito a definire l’identità gastronomica della struttura attraverso una cucina che racconta la Toscana con autenticità, rispetto per la stagionalità e attenzione alle materie prime del territorio.
Ogni piatto nasce dalla convinzione che cucinare significhi prima di tutto prendersi cura delle persone. È una filosofia che si ritrova in ogni dettaglio, dalla scelta degli ingredienti all’accoglienza riservata agli ospiti, e che rappresenta uno dei valori più profondi di Villa Maya.
Accanto a lei, tutto lo staff contribuisce ogni giorno a trasformare un soggiorno, una cena o un evento in un’esperienza che lascia un ricordo.
Un grazie che guarda al futuro
Ogni anniversario invita a guardarsi indietro.
Quello di Villa Maya ha fatto qualcosa di più: ha ricordato quanto siano preziose le relazioni costruite nel tempo.
Per questo il ringraziamento più grande va agli ospiti che hanno scelto Villa Maya almeno una volta, ai collaboratori che hanno condiviso questo percorso, ai produttori locali che continuano a credere nella qualità del territorio e a tutte le persone che, con la loro presenza, hanno trasformato questi primi venticinque anni in una storia fatta di emozioni prima ancora che di numeri.
Il futuro porterà nuove sfide, nuovi progetti e nuove persone da accogliere.
Ma una cosa non cambierà mai.
Il desiderio di aprire il cancello di Villa Maya con lo stesso entusiasmo del primo giorno, continuando a fare dell’ospitalità non soltanto un lavoro, ma un modo di prendersi cura degli altri.
Perché, dopo venticinque anni, la lezione più bella che abbiamo imparato è una sola: i luoghi diventano speciali quando sono le persone a riempirli di vita.
















