13 Gennaio 2026

Parigi, cucina e segreti: l’intervista a Chef Susy dopo una chiamata d’eccezione nella Ville Lumière


Parigi a Natale è una promessa che torna ogni volta e anche quest’anno ha chiamato la nostra Chef Susy per una serata privata come chef a domicilio.

Un’esperienza intensa, delicata, di quelle che restano dentro ma non si raccontano – ci è stata richiesta riservatezza assoluta da parte del committente, e noi la rispettiamo.

Chef Susy è tornata da poco da una trasferta nella capitale francese, per motivi di lavoro questa volta: una cena esclusiva, organizzata da un cliente molto riservato, nella quale lei è stata protagonista dietro ai fornelli, le regole della riservatezza sono ferree, quindi non ci ha potuto raccontare nulla di quella serata.

E allora abbiamo deciso di parlarle di Parigi, città che lei e Yuri amano profondamente — tanto da tornarci spesso, sia per lavoro che per piacere.

Parigi è casa — anche per il gusto

“Parigi ti avvolge prima di dirtelo, è elegante, lenta, profonda, quando ci veniamo non è mai la prima volta, e non sarà mai l’ultima.”
Chef Susy

Ogni viaggio nella Ville Lumière porta con sé momenti memorabili: passeggiate lungo le rive della Senna, luci d’inverno, profumo di pane caldo all’alba… e un rituale che per Susy e Yuri è diventato obbligatorio, Le Procope: storia, sapore e un pezzo di cuore italiano a Parigi

Tra le strade del quartiere di Saint-Germain-des-Prés si trova un luogo che i nostri non saltano mai: Le Procope.


Questo ristorante e caffè storico fu fondato nel 1686 da Francesco Procopio dei Coltelli, un chef italiano che portò con sé l’arte del caffè e dell’accoglienza, facendo di questo locale un punto di riferimento per artisti, pensatori e gourmet già ai tempi dell’Illuminismo.

Secondo la leggenda, tra gli oggetti esposti all’ingresso c’è anche il cappello che Napoleone Bonaparte avrebbe lasciato lì — un simbolo vivente della storia che si respira tra quelle mura.

Per Susy, tornare a Le Procope non è solo gustare un piatto è entrare in un pezzo di storia, rivivere la tradizione, sentire da vicino come il cibo possa essere ponte tra culture e secoli.

“Quando ci sediamo lì, io respiro profondamente, per me non è solo un ristorante: è un luogo che parla di tempi antichi e di passione per la cucina è come ritrovare un vecchio amico.”

Tra cucina e pausa — l’equilibrio perfetto

Nonostante i ritmi intensi e la concentrazione richiesta da un incarico così esclusivo, Susy e Yuri hanno trovato il tempo per dedicarsi a quei piccoli momenti che rendono Parigi così speciale: scoprire nuove strade, lasciarsi sorprendere da un cappuccino perfetto, ridere sotto la neve. È in quei gesti, lontano dai riflettori, che si capisce perché questa città rimane nel cuore di chi ama il cibo tanto quanto ama viverlo.

«Per me viaggiare non è mai una fuga, è nutrimento, è ascolto, è tornare a casa con qualcosa in più.
Qualcosa che magari non sai spiegare subito, ma che poi ritrovi nei piatti, nei gesti, e nel modo in cui accogli le persone a tavola.»